Rocca d’Olgisio, la perla della Val Tidone

Val Tidone

La seconda tappa del blog tour #valtidonedavicino è stata la visita a quella che viene chiamata la perla della Val Tidone: Rocca d’Olgisio.

Da piccola Fede l’aveva visitata con la scuola, ma ricordava soltanto l’enorme giardino.. Grazie ai ragazzi di Travel Val Tidone, abbiamo così avuto l’occasione per visitarla nuovamente e apprezzarne la bellezza.

Raggiungerla è già una magia.. Da Pianello si vede questa roccaforte che dall’alto domina l’intera valle. Un vero spettacolo!
E potete ben immaginare che la vista da lassù sia molto più che panoramica.. guardate la foto qui sotto!

Siamo stati accolti dai proprietari attuali della Rocca e poi accompagnati in una visita guidata di circa un’ora. La visita è cominciata con un excursus storico di Rocca d’Olgisio.

Storia

Rocca d’Olgisio è la più antica fortezza del piacentino, detta anche ARX IMPAVIDA (questa scritta si trova anche sul soffitto dell’entrata).
Si narra che fu fondata nel VI secolo da Giovannato Miles, padre delle due sorelle e Sante Liberata e Faustina. La prima notizia scritta riportante l’esistenza della fortezza risale al 1037, quando alcuni documenti della Curia Vescovile ne attestano la cessione ai monaci di San Savino.
Nel 1378, il feudo venne ceduto da Gian Galeazzo Visconti al cavaliere Jacopo Dal Verme. Questa famiglia ne rimase proprietaria fino a metà dell’Ottocento. Purtroppo nel 1478, la Rocca subì gravi danni a causa di un incendio. Il conte Dal Verme, riuscì a fuggire dall’incendio ma morì nel 1485 avvelenato da Ludovico il Moro, il quale concesse Rocca d’Olgisio a suo genero: Galeazzo Sanseverino.
Dopo l’occupazione dei francesi nel 1500, i Dal Verme riuscirono a ripristinare l’autorità imperiale e conservarono Rocca d’Olgisio fino all’estinzione della loro famiglia, ossia fino a metà Ottocento.
Durante la seconda guerra mondiale, la Rocca divenne sede del comando della II divisione partigiana di Piacenza e di conseguenza subì due attacchi da parte dei tedeschi.
Infine è dal 1979 che la Rocca risulta di proprietà della famiglia Bengalli, la quale con notevole impegno e un attento restauro è riuscita a preservare uno dei castelli della provincia.

Durante la visita abbiamo anche scoperto che Rocca d’Olgisio presenta sei cinte murarie ed è stata costruita direttamente su roccia arenaria. Questo è dimostrato da alcune stanze al pian terreno, dove la roccia è ben visibile tra i muri e i pavimenti.

Le stanze che si susseguono sono davvero tantissime, tutte arredate con mobilio antico. Abbiamo visitato i giardini, così curati da sembrare quasi dei giardini segreti, il mastio, le camere, la cucina e la cappella. E’ qui che abbiamo scoperto la storia delle due sorelle, che si ribellarono al matrimonio e si fecero suore, diventando poi Sante.
Siamo rimasti particolarmente affascinati dal camminamento di ronda che permette di vedere la valle circostante da numerosi punti di vista.

Le grotte

Ma non è finita qui. Greta, Beatrice e Camillo di Travel Val Tidone ci hanno raccontato che la zona circostante Rocca d’Olgisio è particolare anche per la presenza di grotte naturali, probabilmente utilizzate sin dai primitivi.
Queste grotte sono raggiungibili grazie a dei sentieri che noi non vediamo l’ora di provare. Dalle foto sembrano davvero mozzafiato. Se ne volte sapere di più vi consigliamo di visitare il sito Travel Val Tidone.

Visita guidata

La Rocca è aperta da marzo ad ottobre. E’ possibile visitarla soltanto con una guida. E fidatevi che è fondamentale per scoprirne leggende e storie. Per maggiori informazioni visitate il sito di Rocca d’Olgisio.

Ora avete capito perché è considerata la perla della Val Tidone?!
Fateci sapere se l’avete visitata o se avete intenzione di farlo.

Vi ricordiamo il nostro video Alla scoperta della Val Tidone #valtidonedavicino, dove troverete alcune riprese interessanti direttamente da Rocca d’Olgisio!

Ioviaggiocosi.
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