Ci sono luoghi che si sognano ancora prima di vederli. La Muraglia Cinese per noi è uno di questi: la voglia di vederla è cresciuta nell’immaginazione fin da piccoli, tra libri di scuola e documentari, fino a diventare qualcosa di quasi mitologico. Poi arrivi lì, metti il piede sul primo gradino di pietra e capisci che nessuna immagine aveva davvero reso l’idea. La Muraglia non si guarda soltanto: si vive con il fiato, con le gambe e con il silenzio delle montagne che la circondano.





Cos’è davvero la Muraglia Cinese
Non è “un muro” costruito in un’unica epoca, ma un insieme di fortificazioni nate in periodi diversi della storia cinese. Nel corso dei secoli, varie dinastie hanno costruito, rinforzato e collegato tratti di mura per difendere il territorio dagli attacchi provenienti dal nord. La parte che oggi possiamo visitare vicino a Pechino è in gran parte frutto delle grandi ricostruzioni di epoca Ming: torri di guardia, camminamenti, bastioni.
Col tempo la Muraglia ha perso il suo ruolo militare, ma è diventata qualcosa di ancora più grande: un simbolo della Cina, della sua storia millenaria e della capacità dell’uomo di modellare il paesaggio in modo impressionante.




Perché abbiamo scelto Mutianyu
Nei dintorni di Pechino esistono diverse sezioni visitabili. Noi abbiamo durante il nostro viaggio in Cina scelto Mutianyu, che rappresenta un perfetto equilibrio: ben restaurata, panoramica, ma meno caotica rispetto ad altre zone super turistiche. A marzo, quando siamo andati noi, il clima era fresco ma limpido, perfetto per camminare senza soffrire il caldo.
La scelta più azzeccata di tutte? Arrivare all’apertura dei cancelli. Se c’è un consiglio che ci sentiamo di dare è proprio questo: partire presto cambia completamente l’esperienza.




Come abbiamo raggiunto la Muraglia
Per essere sul posto di prima mattina abbiamo utilizzato Didi, l’equivalente cinese di Uber. Un driver ci ha portati direttamente all’ingresso della zona di Mutianyu, senza stress e senza coincidenze da incastrare.
Arrivati lì abbiamo fatto i biglietti direttamente in loco e abbiamo scelto di salire con la seggiovia della torre 6 (eventualmente c’è anche la cabinovia alla torre 14 ma apre più tardi). In pochi minuti ti ritrovi già in quota, con la Muraglia che si apre davanti agli occhi come un serpente di pietra che segue il profilo delle montagne.
Una volta sopra, abbiamo avuto praticamente tutta la mattina per esplorarla avanti e indietro. E sì, abbiamo fatto parecchi chilometri. I gradini non sono regolari: alcuni sono bassi e consumati, altri altissimi e ripidissimi. Ci sono salite che ti fanno sentire le gambe e discese che richiedono attenzione.
Per questi motivi vi diciamo che se volete viverla davvero e non solo salire, fare la foto e scendere, vestitevi comodi. Scarpe buone, abbigliamento pratico e acqua. La Muraglia si percorre, non si visita soltanto.
Lungo il cammino ci sono anche venditori che vendono bibite e snack, ma noi ci eravamo portati tutto da casa e siamo stati tranquilli per tutta la mattinata.
La “scalata dell’eroe”
A Mutianyu c’è un tratto finale che viene spesso chiamato la scalata dell’eroe. Ed è un nome meritato. È una salita ripida, con gradini alti e pendenza importante, ma una volta in cima la vista ripaga di tutto: la Muraglia si vede snodarsi sulle creste delle montagne in una prospettiva pazzesca. È uno di quei punti in cui ti fermi, ti giri intorno e capisci davvero dove ti trovi.

Serve un minimo di forma fisica, sì, ma è uno dei momenti più suggestivi dell’intera esperienza.
La discesa
Dopo ore di camminata siamo scesi con il toboga, un bob che scivola su una lunga pista che ti riporta a valle. Divertentissimo, quasi inaspettato dopo un’esperienza così “storica”: un mix perfetto tra adrenalina e risate.
Erano circa l’ora di pranzo quando siamo arrivati giù… e lì abbiamo avuto la conferma definitiva: file interminabili di persone in attesa di salire sulla seggiovia o cabinovia. In quel momento abbiamo realizzato quanto fosse stata giusta la nostra scelta di arrivare all’apertura. A marzo siamo stati fortunati, ma in alta stagione partire presto non è un consiglio, è una necessità.
Quale sezione della Muraglia scegliere?
La Muraglia Cinese è lunghissima e attraversa diverse regioni della Cina. Vicino a Pechino ci sono diverse sezioni visitabili. Ogni tratto ha la sua personalità e sulla base di questo è possibile scegliere quale tratto visitare. Di seguito alcune delle principali sezioni visitabili da Pechino:
Mutianyu – (1 ora e mezza da Pechino) Panoramica, ben restaurata, organizzata e perfetta per chi vuole camminare davvero ma con servizi comodi. È organizzata con seggiovia, ovovia e la famosa discesa con il toboga, il che la rende abbastanza comoda anche per chi non vuole affrontare troppa fatica. Allo stesso tempo offre diversi chilometri di cammino e panorami molto scenografici, soprattutto se ci si spinge fino ai tratti più ripidi verso la cosiddetta “scalata dell’eroe”.
Badaling – (1 ora e mezza da Pechino) La più famosa e facile da raggiungere, ma anche la più affollata. Si trova relativamente vicino alla capitale ed è quella più restaurata e accessibile. I camminamenti sono ampi e ben sistemati, e l’organizzazione è molto efficiente. Proprio per questo, però, è anche la parte più affollata, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di alta stagione.
Jinshanling – (2 ore e mezza da Pechino) Molto amata da chi vuole camminare davvero sulla Muraglia. Qui il muro alterna tratti restaurati ad altri più autentici e meno sistemati, con torri di guardia che offrono scorci spettacolari sulle montagne. È una delle sezioni preferite da escursionisti e fotografi perché il paesaggio è particolarmente suggestivo e meno affollato rispetto alle zone più turistiche.
Simatai – ( 2 ore da Pechino) Questa sezione è famosa per il suo aspetto più “selvaggio” e per il fatto che parte della Muraglia qui è rimasta quasi com’era in origine. Il terreno è più ripido e impegnativo, ma proprio per questo il fascino è enorme. Un aspetto curioso è che in alcuni periodi è possibile visitarla anche di sera, con la Muraglia illuminata e un’atmosfera molto particolare.
Huanghuacheng – (1 ora e mezza da Pechino) Meno conosciuta rispetto alle altre, è spesso chiamata la “Muraglia sull’acqua” perché alcuni tratti del muro si riflettono in un lago artificiale creato ai piedi delle montagne. È una sezione più tranquilla, ideale per chi cerca un’esperienza meno turistica e ama i paesaggi naturali.
Per noi Mutianyu è stato il compromesso perfetto: scenografico, vivibile e abbastanza ampio da farti sentire minuscolo dentro un’opera gigantesca.



La Muraglia non è solo una meta da spuntare sulla lista. È un luogo che ti mette alla prova, ti fa rallentare e ti costringe ad alzare lo sguardo. E quando torni giù, con le gambe stanche e il vento ancora addosso, ti accorgi che non hai semplicemente visitato un monumento: hai camminato dentro la storia.
Ioviaggiocosi.
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