Agosto ci ha portati in Irlanda, terra di leggende, scogliere vertiginose e cieli mutevoli che cambiano colore in un battito d’occhio. Abbiamo deciso di scoprila nel modo che più amiamo: un viaggio on the road di dieci giorni.

L’itinerario che abbiamo seguito ci ha portati dal nord al sud passando per luoghi iconici e angoli meno battuti. Abbiamo alternato città vivaci a villaggi sospesi nel tempo, vissuto la musica travolgente dei pub e il silenzio assoluto delle scogliere, ammirato castelli in rovina, camminato tra pietre millenarie e pascoli infiniti.

L’Irlanda ci ha insegnato che non è solo un luogo da vedere, ma da vivere: ogni curva della strada nasconde una sorpresa, ogni incontro regala una storia, ogni paesaggio lascia un segno.

15 agosto: partenza da Verona e arrivo a Dublino

Il nostro viaggio in Irlanda è iniziato nel primo pomeriggio, con l’arrivo a Dublino. Dopo aver lasciato i bagagli, non abbiamo perso tempo e ci siamo subito immersi nell’atmosfera della capitale.

Cattedrale di San Patrizio

La nostra prima tappa è stata la Cattedrale di San Patrizio, simbolo religioso e storico della città. L’interno è imponente ma al tempo stesso intimo, arricchito da mosaici, vetrate colorate e angoli che custodiscono ricordi di personaggi illustri, come lo scrittore Jonathan Swift.

Guinness StoreHouse

Lasciata la cattedrale, ci siamo spostati verso il cuore pulsante della città per una passeggiata tra le vie del centro, fino a raggiungere una delle attrazioni più famose e visitate: la Guinness Storehouse. Avevamo prenotato in anticipo la visita, e questo ci ha permesso di accedere senza attese a quello che non è un semplice museo, ma un vero e proprio viaggio interattivo nel mondo della birra più famosa d’Irlanda. Su sette piani, il percorso racconta la storia della Guinness attraverso allestimenti multimediali, esperienze sensoriali e spazi dedicati alle campagne pubblicitarie che hanno reso il marchio celebre nel mondo.

Uno dei momenti più curiosi è scoprire come spillare la birra Guinness. Infatti va inclinato il bicchiere a 45°, riempito per tre quarti e vanno attesi circa due minuti in modo che la birra si assesti e la schiuma si compatti

A questo punto poi va rabboccato il bicchiere in posizione verticale per creare la schiuma vellutata e densa tipica della Guinness.

Ci hanno anche spiegato come degustarla nel miglior modo tale da sentirne tutte le sue sfumature.

Il tour si conclude al Gravity Bar, un locale panoramico da cui si gode una vista a 360° su Dublino: brindare con una pinta di Guinness con vista sulla città è stato il modo perfetto per iniziare il nostro viaggio.

Consigli pratici

Biglietti da prenotare online in anticipo (circa 32 €, degustazione inclusa). Se puoi, prenota nel tardo pomeriggio: al tramonto il panorama dal Gravity Bar è stupendo. Guinness Storehouse non si trova in centro ma leggermente più decentrata; si raggiunge facilmente a piedi in circa 20 minuti dal centro.

16 agosto: Dublino

Il secondo giorno a Dublino è iniziato con una delle visite che aspettavamo di più: il Trinity College.

Trinity College

Avevamo prenotato l’ingresso online (cosa che consigliamo) e appena varcata la soglia ci siamo ritrovati immersi in un luogo che sembra sospeso nel tempo. Noi avevamo il biglietto che comprendeva visita al Book of Kells e Long Room.
La prima parte della visita è dedicata al Book of Kells, un manoscritto miniato del IX secolo che custodisce i quattro Vangeli, realizzato dai monaci con una maestria incredibile. Colori vividi, dettagli minuziosi e una spiritualità quasi palpabile: osservare da vicino quelle pagine ci ha fatto capire perché sia considerato uno dei tesori più preziosi d’Irlanda. La mostra che anticipa la sala del libro, che non si può assolutamente fotografare, è molto interessante.
Ma la parte che più ci ha emozionati è stata la celebre Long Room, una delle biblioteche più belle del mondo. Una navata lunga e maestosa, con scaffali in legno scuro che si innalzano fino al soffitto a volta, colmi di migliaia di volumi antichi: camminarci dentro è stato come entrare in una scena di Harry Potter.

Temple bar

Usciti dal Trinity College, ci siamo diretti verso Temple Bar, il quartiere più iconico di Dublino. Qui l’atmosfera cambia completamente: vicoli lastricati, pub storici, musica dal vivo che riecheggia da ogni porta e murales che colorano le pareti. Nonostante sia una zona molto turistica, è comunque molto suggestivo.

ha’penny bridge

Da lì ci siamo spostati verso la Ha’penny Bridge, la famosa passerella bianca in ferro battuto che attraversa il fiume Liffey: una tappa obbligata, non solo per la sua bellezza, ma anche per la vista sul fiume e sulla città. Il suo nome deriva dal pedaggio che un tempo si pagava per attraversarla.
Poco distante ci siamo fermati in un pub per un’abbondante Irish Breakfast, un vero rito fatto di uova, bacon, salsicce, pane tostato e immancabili fagioli: l’energia perfetta per affrontare il pomeriggio.

phoenix park

Il resto della giornata lo abbiamo dedicato a un luogo sorprendente: il Phoenix Park, il polmone verde di Dublino. Qui la città lascia spazio alla natura e, con un po’ di fortuna, ci si può imbattere nei 600 cervi che vivono liberi all’interno del parco. Dopo qualche minuto di cammino silenzioso tra distese verdi e alberi secolari, eccoli: eleganti, maestosi, intenti a brucare l’erba o a correre in piccoli gruppi. Ci siamo letteralmente persi a fotografarli, dimenticandoci del tempo.

La serata si è conclusa con il trasferimento verso nord: abbiamo lasciato Dublino e raggiunto le porte di Belfast, pronti ad affrontare una nuova tappa del nostro viaggio on the road.

Consigli pratici

Trinity College e Book of Kells: prenotazione vivamente consigliata, soprattutto nei mesi estivi. Il biglietto costa circa 20 € a persona.

17 agosto: Belfast e Titanic

La mattina seguente siamo andati ad esplorare la città di Belfast, che da subito ci ha colpiti per il suo essere a metà tra tradizione e modernità.

titanic belfast museum

La prima tappa era il Titanic Belfast Museum, un luogo che non è solo un museo, ma un vero e proprio viaggio emozionante dentro la storia del transatlantico più famoso del mondo. L’edificio stesso è spettacolare, con la sua forma che richiama la prua di una nave. All’interno, tra installazioni interattive, ricostruzioni realistiche e racconti toccanti, abbiamo ripercorso le fasi della costruzione, il varo e il tragico destino del Titanic. In alcuni momenti ci siamo ritrovati con un nodo alla gola, soprattutto ascoltando le testimonianze legate ai passeggeri.
Inclusa nel biglietto c’era anche la visita alla SS Nomadic, l’ultima nave rimasta della White Star Line, che un tempo trasportava i passeggeri dal porto fino al Titanic: salire a bordo ci ha fatto vivere un autentico salto nel passato.

centro città

Lasciata la zona dei cantieri navali, ci siamo spostati verso il centro attraversando il Lagan Weir Footbridge, un ponte pedonale moderno che regala una bella vista sulla città. Poco dopo ci siamo imbattuti nella celebre statua Big Fish, un’enorme scultura di ceramica decorata con immagini che raccontano la storia di Belfast. Da lì abbiamo continuato verso l’Albert Memorial Clock, la torre pendente della città, fino ad arrivare al quartiere della Cattedrale di St. Anne.

murales troubles

Abbiamo pranzato in un mercato coperto frequentato praticamente solo da locals e trovato per puro caso.
Tornati al parcheggio ci siamo spostati in auto fino a raggiungere i murales di Shankill Road e Falls Road, simboli vividi dei Troubles, le tensioni politiche e religiose che hanno segnato profondamente la città. Camminare lungo quelle strade, osservare i colori e i messaggi dei murales, è stato come leggere un libro di storia a cielo aperto.

kinbane castle

La giornata non era però ancora conclusa. Abbiamo raggiunto la nostra guest house e prima del tramonto siamo andati a visitare le suggestive rovine del Kinbane Castle. Qui, immersi nel vento e nel silenzio, abbiamo avuto il nostro primo vero assaggio dei paesaggi tipici dell’Irlanda del Nord. Per cena ci siamo spostati al porto di Ballycastle, dove ci siamo concessi un ottimo fish and chips direttamente sul mare.

Consigli pratici

Titanic Belfast e SS Nomadic: prenotazione consigliata, soprattutto nei fine settimana. Il biglietto combinato costa circa 30 € e richiede almeno 2–3 ore per visitare entrambi i siti.

18 agosto: Carrick-A-Rede Bridge, Giants Causeway e Dark Hedges

Il quarto giorno ci siamo immersi in uno dei tratti più scenografici del nostro viaggio: la Causeway Coastal Route, una strada che corre lungo la costa nord-orientale dell’Irlanda del Nord.

carrick-a-rede rope bridge

La nostra prima tappa, di buon mattino, è stata il Carrick-a-Rede Rope Bridge, il famoso ponte di corda sospeso tra due scogliere. L’esperienza è stata incredibile, un mix di adrenalina e meraviglia. Arrivando presto abbiamo avuto la fortuna di viverlo quasi in solitudine, nel silenzio interrotto solo dal rumore delle onde.

giant’s causeway

Da lì ci siamo spostati verso un luogo unico al mondo: la Giant’s Causeway, sito UNESCO e leggenda vivente. Le sue colonne di basalto esagonali, formatesi milioni di anni fa per un’eruzione vulcanica, sembrano scolpite da mani divine. Anche se il sito era più affollato, passeggiare su quelle pietre levigate è stato comunque molto affascinante.

La leggenda principale narra che il gigante irlandese Finn McCool costruì un sentiero di colonne di basalto per sfidare il gigante scozzese Benandonner. Spaventato dalle dimensioni del rivale, Finn si ritirò e, grazie a un’astuzia della moglie che lo travestì da bambino, riuscì a ingannare Benandonner. Il gigante scozzese, vedendo la mole del “bambino”, fuggì in Scozia distruggendo il sentiero per non essere inseguito, lasciando in Irlanda solo i resti del suo cammino. 

dark hedges

Dopo un pranzo veloce, ci siamo diretti verso le Dark Hedges, il viale di faggi intrecciati che regala un’atmosfera fiabesca. Non a caso è stato scelto come location per “Game of Thrones”.

old bushmills distillery

Poco dopo abbiamo raggiunto la Old Bushmills Distillery, la più antica distilleria legale di whisky in Irlanda. La visita è stata molto interessante, soprattutto per noi che non avevamo mai visto da vicino il processo di distillazione del whisky. Ovviamente il tour si è concluso con una degustazione, che ha reso l’esperienza ancora più piacevole, soprattutto per Andre.

dunluce castle

Ultima tappa della giornata è stato il Dunluce Castle, imponente e drammatico, arroccato su una scogliera a picco sul mare. Siamo arrivati al tramonto, quando il sito era già chiuso, ma anche solo ammirarlo dall’esterno è stato emozionante. La giornata si è conclusa a Londonderry, dove abbiamo passeggiato nel centro storico, attraversato il ponte pedonale Peace Bridge e cenato in una birreria artigianale: un bel mix di storia, paesaggi e convivialità.

Consigli pratici

Carrick-a-Rede Rope Bridge: prenotate l’ingresso online di prima mattina così da evitare le folle. Biglietto circa 19 € a persona.
Dark Hedges: meglio visitare di mattina o nel tardo pomeriggio per luce migliore e meno turisti. Tenete presente che non è più possibile visitarlo in auto, ma soltanto a piedi. Hanno creato un parcheggio a pagamento nei pressi del viale. Old Bushmills Distillery: visita guidata con degustazione circa 20 €, prenotazione altamente consigliata. Quando siamo andati noi le visite erano sold out per chi non aveva prenotato.

19 agosto: Slieve League

La quinta giornata ci ha portati verso un luogo meno noto ma spettacolare: le Slieve League Cliffs, le scogliere più alte d’Irlanda. Una sveglia presto ci ha permesso di arrivare in mattinata ed evitare le folle che arrivano con i bus. Si possono tranquillamente raggiungere anche a piedi dal parcheggio auto. Una volta arrivati abbiamo percorso il One’s Man Pass, un sentiero che regala viste incredibili sull’oceano. Camminare a oltre 600 metri a picco sul mare è stato semplicemente mozzafiato.

Attenzione alle violente raffiche di vento e agli improvvisi cambi di direzione dello stesso. Trekking assolutamente da evitare in caso di nebbia e pioggia.

Slieve League Boat Tour

Dopo il pranzo al caffè Ti Linn, vicino al Visitor Centre, abbiamo partecipato ad un’escursione con Slieve League Boat Tour in barca per vedere le scogliere da un’altra prospettiva. Dal mare le Slieve League si sono rivelate ancora più impressionanti: abbiamo potuto osservare i giochi di luce sull’acqua, le grotte marine e le mille sfumature della roccia, dettagli che dall’alto sfuggono.

silver strand beach

La giornata si è chiusa con un momento magico: il tramonto sulla Silver Strand di Malinbeg, una spiaggia a ferro di cavallo incastonata tra le scogliere.

Consigli pratici

Slieve League e One’s Man Pass: trekking moderato, scarpe comode e giacca a vento consigliate, il percorso dura circa 2–3 ore tra andata e ritorno.
Escursione in barca: durata circa 1 ora; prenotare in anticipo se possibile, soprattutto nei periodi di alta stagione.

20 agosto: Galway

Il sesto giorno ci ha portati a Galway, la città bohémien della costa occidentale. La giornata era un po’ grigia, ma nonostante il cielo coperto la città ci ha accolti con i suoi colori e la sua vivacità. Dopo una colazione con vista sull’oceano, abbiamo iniziato a perderci tra le stradine acciottolate del centro, piene di musica, artisti di strada e negozietti caratteristici.

Una delle soste più curiose è stata la gioielleria originale del Claddagh Ring, l’anello simbolo d’Irlanda che rappresenta amore, amicizia e lealtà. Per pranzo abbiamo scelto un fish and chips al McDonagh’s, un’istituzione in città e davvero delizioso.

Nel pomeriggio ci siamo concessi una passeggiata lungo il porto fino alla Long Walk, il celebre filare di casette colorate che si specchiano nell’acqua: una delle immagini più iconiche di Galway. Prima di ripartire ci siamo fermati in un pub tipico per un Irish Coffee, riscaldandoci con il mix perfetto di caffè, whiskey e panna. La sera siamo arrivati al B&B, pronti per una nuova giornata immersi nella natura.

Consigli pratici

Al porto: ideale per passeggiate fotografiche e per avvistare il celebre delfino Nimmo. Noi purtroppo non lo abbiamo visto.

21 agosto: Cliffs of Moher e il Burren

Il settimo giorno era dedicato a un altro simbolo d’Irlanda: le Cliffs of Moher.

cliffs of moher

Avevamo prenotato in anticipo sia l’ingresso che il parcheggio, scelta indispensabile vista l’affluenza. Alcune parti del percorso purtroppo erano chiuse per lavori, ma questo non ci ha impedito di percorrere i sentieri aperti e godere di viste spettacolari sull’oceano e sulle scogliere.

poulnabrone dolmen

Avendo finito prima del previsto, abbiamo deciso di aggiungere una tappa inaspettata: il Poulnabrone Dolmen, un dolmen neolitico vecchio di oltre 5000 anni, immerso nel paesaggio calcareo del Burren. Vederlo dal vivo è stato come trovarsi davanti a un frammento di preistoria.

lahinch beach

Il pomeriggio è proseguito in spiaggia a Lahinch, dove Andre ha fatto il bagno nell’oceano: un momento divertente e spensierato.

La serata l’abbiamo passata a Limerick, che abbiamo raggiunto dopo la spiaggia. Abbiamo cenato in un pub con musicisti irlandesi.

Consigli pratici

Cliff of Moher: prenotare ingresso e parcheggio è consigliato, soprattutto nei periodi di alta stagione.

22 agosto: Ring of Kerry e Tour Sky Reserve

Il nostro ottavo giorno è stato interamente dedicato al leggendario Ring of Kerry, uno degli itinerari panoramici più famosi d’Irlanda e che meriterebbe un viaggio a parte.

ring of kerry

La prima sosta è stata alla Muckross Abbey, un luogo suggestivo immerso nel Killarney National Park: un’antica abbazia francescana con un grande cortile dominato da un albero di tasso secolare, che regala un’atmosfera mistica.

Attraversato il valico di Moll’s Gap, ci siamo fermati per una colazione con vista sulle montagne al Avoca Café, prima di raggiungere Kenmare, dove abbiamo visitato un cerchio di pietre risalente all’età del bronzo. Un luogo intriso di spiritualità: anche noi, come tanti visitatori, abbiamo lasciato un bigliettino con un desiderio e lo abbiamo appeso al biancospino come indicatoci all’ingresso del sito.

Proseguendo verso la costa, abbiamo fatto tappa a Waterville, il borgo amato da Charlie Chaplin, dove ci siamo concessi una passeggiata sulla spiaggia. La giornata si è conclusa a Killarney, con una cena in pub seguita da un’esperienza davvero particolare: un tour nella Kerry International Dark Sky Reserve.

Kerry International Dark Sky Reserve

In Irlanda esiste una International Dark Sky Reserve di particolare rilievo: si tratta della Kerry International Dark Sky Reserve, situata nella contea di Kerry, nel sud-ovest dell’isola.

Se non sapete di cosa si tratta, ve lo spieghiamo di seguito.

Una Dark Sky Reserve è un’area riconosciuta dall’International Dark-Sky Association (IDA) per la qualità eccezionale del cielo notturno e l’impegno nella protezione dall’inquinamento luminoso. Sono luoghi ideali per osservare stelle, pianeti, Via Lattea.

E’ la prima e unica Dark Sky Reserve in Irlanda, e una delle poche in Europa con la designazione “Gold Tier”, ovvero il livello più alto assegnato per la qualità del cielo. Grazie all’isolamento naturale, alle montagne che schermano le luci delle città e agli sforzi delle comunità locali, qui il cielo è incredibilmente buio.

I periodi migliori sono autunno e inverno, quando le notti sono più lunghe e il cielo più limpido (anche se il meteo irlandese resta imprevedibile!). I nuovi mesi di luna nuova sono i più indicati per vedere le stelle al massimo splendore.

La zona ha anche un valore culturale: i monaci di Skellig Michael, oggi sito UNESCO, osservavano il cielo per segnare le stagioni e i cicli religiosi.

Noi avevamo prenotato un’esperienza guidata, ma le nuvole non ci hanno permesso di osservare le stelle. Fortunatamente la nostra guida ci ha comunque raccontato i segreti dell’astronomia e mostrato siti archeologici legati al cielo (illuminati soltanto dalle nostre torce).
La sorpresa più grande è arrivata in spiaggia: abbiamo assistito al fenomeno della bioluminescenza, con le onde che si illuminavano al nostro passaggio. Un momento inaspettato e indimenticabile.

La bioluminescenza è un fenomeno naturale in cui alcuni organismi viventi emettono luce visibile grazie a reazioni chimiche all’interno delle loro cellule. In mare, la causa più comune sono i plancton luminosi (soprattutto piccoli dinoflagellati), che reagiscono a stimoli meccanici come il movimento dell’acqua. Quando un’onda si infrange, una barca passa o addirittura una mano muove la superficie, questi microrganismi rilasciano lampi di luce blu-verde, creando un effetto spettacolare.

In Irlanda alcune baie e coste, in certe condizioni di temperatura, correnti e assenza di luna, diventano veri e propri palcoscenici naturali di luce danzante sull’acqua.

Se si è fortunati, la guida ci ha spiegato che qui si vede in estate e autunno poichè:

  • Acqua più calda: anche se l’Irlanda non ha mari tropicali, durante i mesi estivi e a inizio autunno le correnti portano acque leggermente più calde che favoriscono la proliferazione del fitoplancton bioluminescente.
  • Mare calmo e limpido: nelle notti senza vento e senza luna, il fenomeno è più evidente perché il buio totale rende la luce blu-verde più intensa.
  • Presenza stagionale di dinoflagellati: questi microrganismi si moltiplicano in certi periodi, e il picco spesso arriva tra luglio e settembre, anche se in alcune zone può durare fino a ottobre.

Consigli pratici

Kerry Dark Sky Reserve: prenotazione necessaria; anche in caso di cielo coperto, le spiegazioni e la visita ai siti archeologici rendono l’esperienza interessante.

23 agosto: Saltee Islands

Il penultimo giorno del nostro viaggio ci ha portati a Kilmore Quay, un pittoresco villaggio di pescatori sulla costa sud-orientale. Dopo una passeggiata tra le sue casette bianche con tetti di paglia, abbiamo preso parte a un’escursione che si è rivelata una delle più emozionanti di tutto il viaggio: la visita alle Saltee Islands.

Saltee Islands

Siamo arrivati sull’isola più grande a bordo prima di una barca e poi di un gommone, sbarcando a piedi nudi sulla sabbia. Qui la natura domina incontrastata: abbiamo visto le foche grigie riposare sugli scogli e osservato da vicino le sule in nidificazione. Purtroppo le pulcinelle di mare avevano già lasciato l’isola a luglio, ma lo spettacolo della fauna selvatica è stato comunque straordinario.

Il pomeriggio è proseguito in totale relax, tra un tramonto sulla spiaggia e una pizza mangiata guardando il mare. È stato il nostro modo di salutare l’Irlanda.

Consigli pratici

Saltee Islands: prenotare l’escursione in anticipo, soprattutto nei mesi estivi. Organizzatevi con scarpe facili da togliere (o scarpette da scoglio) e asciugamano consigliati per scendere scalzi sulla spiaggia. Portare binocolo e macchina fotografica per catturare i dettagli senza disturbare gli animali.

24 agosto: partenza da Dublino e arrivo a Verona

L’ultimo giorno del nostro viaggio è iniziato con la sveglia all’alba. Abbiamo lasciato Kilmore Quay e percorso gli ultimi chilometri verso Dublino, dove ci attendeva la riconsegna dell’auto a noleggio.

L’Irlanda ci ha accolti con i suoi contrasti: città vivaci e dense di storia, paesaggi che tolgono il fiato, momenti di silenzio assoluto e serate rumorose nei pub, sempre accompagnate da musica dal vivo. Un viaggio che è stato scoperta, emozione e meraviglia, e che ci ha lasciato la sensazione di voler tornare presto, perché in Irlanda c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere, vivere e raccontare.

Ioviaggiocosi.
___________________________________________________________

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.