Parigi è una di quelle città che riesce a regalare emozioni diverse ogni volta che la si visita. Per Fede questo è stato il quarto viaggio nella Ville Lumière, mentre per Andre era la prima volta. Si trattava infatti di un regalo di compleanno per Andre con l’obiettivo di fargli scoprire alcuni dei luoghi più iconici della capitale francese, ma anche angoli meno conosciuti che nelle mie visite precedenti avevo imparato ad apprezzare.
Abbiamo trascorso quattro giorni a Parigi, dedicandone uno interamente a Disneyland Paris e gli altri tre alla scoperta della città, alternando monumenti simbolo, musei, quartieri caratteristici, giardini e splendidi punti panoramici. Per rendere il viaggio più semplice abbiamo organizzato in anticipo sia gli spostamenti sia gli ingressi alle principali attrazioni, una scelta che ci ha permesso di ottimizzare i tempi e goderci il weekend senza pensieri.
In questo articolo vi raccontiamo il nostro itinerario giorno per giorno, con tanti consigli pratici, curiosità e suggerimenti utili se state organizzando un viaggio a Parigi di quattro giorni.
Muoversi a Parigi
Prima di partire abbiamo cercato il modo migliore per ottimizzare sia gli spostamenti sia il budget dedicato alle visite. Per questo abbiamo deciso di acquistare due pass che si sono rivelati molto comodi durante il nostro soggiorno.
Per muoverci in città abbiamo scelto il Paris Visite Pass, che permette di utilizzare senza limiti metropolitana, RER, autobus, tram e funicolare di Montmartre per tutta la durata della validità. In questo modo abbiamo potuto spostarci facilmente tra i vari quartieri senza dover acquistare ogni volta un nuovo biglietto.
Potete consultare tutte le informazioni e acquistarlo sul sito ufficiale di Île-de-France Mobilités: Paris Visite Pass.
Per le visite ai monumenti, invece, abbiamo optato per il Paris City Pass, scegliendo la formula che permette di selezionare 5 attrazioni. Per un soggiorno di quattro giorni è stata la soluzione perfetta, perché ci ha consentito di scegliere solo i monumenti che volevamo visitare, risparmiando rispetto all’acquisto dei singoli biglietti.
Potete scoprire le diverse formule disponibili sul sito ufficiale di Paris je t’aime: Paris City Pass.
Il nostro consiglio è quello di pianificare l’itinerario prima della partenza: in questo modo sarà più semplice capire quale pass conviene acquistare e prenotare con anticipo gli ingressi alle attrazioni che richiedono una fascia oraria, come il Louvre.
Giorno 1
La nostra avventura a Parigi è iniziata di buon mattino, con quattro giorni a disposizione per scoprire la capitale francese. Per questo primo itinerario abbiamo deciso di concentrarci sul cuore monumentale della città, spostandoci quasi esclusivamente a piedi e utilizzando la metropolitana solo per coprire le distanze più lunghe. È stata una giornata intensa, ma sorprendentemente piacevole, perché ogni angolo di Parigi regala scorci da cartolina e passeggiare lungo i suoi grandi boulevard è parte integrante dell’esperienza.



La prima tappa è stata l’Hôtel de Ville, lo splendido Municipio di Parigi. L’edificio che si ammira oggi è una ricostruzione fedele di quello rinascimentale distrutto durante la Comune di Parigi nel 1871 e colpisce subito per la ricchezza della facciata, decorata con centinaia di statue dedicate ai personaggi illustri della storia francese. Anche se gli interni sono visitabili solo in occasioni particolari o durante eventi speciali, vale assolutamente la pena fermarsi nella grande piazza antistante, spesso animata da installazioni temporanee, mercatini o eventi cittadini.
Da qui abbiamo preso la metropolitana fino all’Arco di Trionfo, uno dei simboli più celebri della città. Commissionato da Napoleone Bonaparte dopo la vittoria di Austerlitz, domina Place Charles de Gaulle, dove convergono dodici grandi viali, tra cui gli Champs-Élysées. Sotto l’arco si trova la Tomba del Milite Ignoto, dove ogni sera viene ravvivata la fiamma eterna in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Chi ha tempo può salire sulla terrazza panoramica, da cui si gode una delle viste più spettacolari sull’urbanistica parigina, ma noi abbiamo preferito dedicarci al nostro itinerario a piedi.
Percorrendo gli Champs-Élysées siamo arrivati fino a Place de la Concorde, una delle piazze più importanti della capitale. Qui si trova l’Obelisco di Luxor, un autentico monumento egizio di oltre tremila anni donato alla Francia nel XIX secolo. È difficile immaginare che proprio in questa piazza, durante la Rivoluzione Francese, vennero giustiziati Luigi XVI e Maria Antonietta. Oggi invece l’atmosfera è completamente diversa e rappresenta uno dei punti di collegamento tra gli Champs-Élysées e i Giardini delle Tuileries.
Abbiamo deciso di prenderci una pausa proprio nei Giardini delle Tuileries, il luogo perfetto per rallentare un po’ il ritmo. Le iconiche sedie verdi disseminate attorno alle vasche sono diventate quasi un simbolo della città e ci siamo concessi qualche minuto di relax osservando i parigini leggere, passeggiare o semplicemente godersi il sole. Se visitate Parigi durante la bella stagione, vi consiglio di ritagliarvi questo momento: dopo tanti chilometri a piedi, è davvero rigenerante.




Dal parco si accede direttamente al Museo del Louvre. È probabilmente il museo più famoso del mondo e anche uno dei più grandi, tanto che visitarlo completamente richiederebbe diversi giorni. Per questo motivo avevamo preparato in anticipo una selezione delle opere e delle sezioni che volevamo assolutamente vedere. Una scelta che si è rivelata vincente.
Noi ci siamo concentrati sui grandi capolavori, come la Gioconda di Leonardo da Vinci, la Venere di Milo, la Vittoria Alata di Samotracia e le monumentali collezioni dell’antico Egitto.







Il consiglio è quello di acquistare il biglietto online scegliendo una fascia oraria precisa e arrivare con un po’ di anticipo: gli ingressi sono molto più scorrevoli e si evita di perdere tempo in coda. Anche una semplice mappa del museo scaricata prima della visita può fare la differenza, perché gli spazi sono davvero enormi e orientarsi non è sempre immediato.
Terminata la visita abbiamo pranzato con uno street food nei pressi dei Giardini delle Tuileries, una soluzione veloce che ci ha permesso di ripartire subito alla scoperta della città.
Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il Palais Royal, elegante complesso voluto dal Cardinale Richelieu nel Seicento. Il suo giardino è una piccola oasi di tranquillità, mentre il cortile ospita una delle installazioni contemporanee più fotografate di Parigi: Les Deux Plateaux, meglio conosciuta come le Colonne di Buren. Purtroppo, durante il nostro passaggio, l’area era chiusa e abbiamo potuto ammirarle soltanto dall’esterno.
Abbiamo poi raggiunto Place Vendôme, una delle piazze più eleganti di Parigi. Circondata da raffinati palazzi in stile classico e da alcune delle boutique di alta gioielleria più prestigiose al mondo, è dominata dalla Colonna Vendôme, fatta erigere da Napoleone per celebrare la vittoria di Austerlitz. Nonostante sia famosa per il lusso e l’alta moda, conserva un’atmosfera sorprendentemente tranquilla rispetto ad altre zone della città.
Da qui abbiamo preso nuovamente la metropolitana per raggiungere la zona degli Invalides, dove volevamo vedere una delle opere contemporanee più particolari di Parigi: Bouquet of Tulips di Jeff Koons. L’imponente scultura raffigura una gigantesca mano che sorregge undici tulipani colorati ed è stata donata alla città come simbolo di amicizia e di ricordo delle vittime degli attentati del 2015. Dal vivo colpisce soprattutto per le sue dimensioni e rappresenta una tappa decisamente insolita rispetto ai classici itinerari turistici.





Con il pomeriggio ormai agli sgoccioli abbiamo raggiunto il Trocadéro, probabilmente il punto panoramico più celebre per fotografare la Torre Eiffel. Da qui la vista è davvero spettacolare, soprattutto quando la luce del tramonto inizia a colorare di oro la “Dama di Ferro”. Dopo qualche immancabile fotografia siamo scesi fino ai suoi piedi, senza però salire sulla torre.
Per il nostro panorama su Parigi avevamo infatti scelto un’alternativa che, a nostro avviso, merita davvero: la Tour Montparnasse. In appena 38 secondi l’ascensore conduce al 56° piano e, salendo poi sulla terrazza panoramica, si apre una vista a 360 gradi su tutta la capitale. Il vero vantaggio? Da qui la Torre Eiffel è perfettamente visibile all’interno dello skyline, cosa che ovviamente non accade osservando la città dalla sua cima.
Abbiamo concluso la giornata con un aperitivo al tramonto, brindando con una vista semplicemente indimenticabile mentre le prime luci della sera iniziavano ad accendersi sulla città. Quando la Torre Eiffel ha iniziato a scintillare, abbiamo capito che non avremmo potuto immaginare un finale migliore per il nostro primo giorno a Parigi.





Giorno 2
Dopo l’intensa giornata dedicata ai grandi simboli di Parigi, il secondo giorno abbiamo deciso di esplorare alcuni dei quartieri più autentici della città, alternando luoghi iconici a scorci meno conosciuti. Anche questa volta ci siamo spostati principalmente a piedi, utilizzando la metropolitana solo per raggiungere le zone più distanti.
La giornata è iniziata in una delle piazze più eleganti della capitale: Place des Vosges. Considerata la piazza più antica di Parigi, fu inaugurata nel 1612 sotto il regno di Enrico IV e ancora oggi conserva un’eleganza senza tempo grazie ai suoi edifici in mattoni rossi, ai portici perfettamente simmetrici e al grande giardino centrale.
Qui ci siamo concessi una tipica colazione francese seduti sotto i portici: un fragrante croissant, una spremuta d’arancia e un caffè, osservando lentamente il risveglio della città. È uno di quei luoghi dove vale la pena fermarsi qualche minuto in più per respirare l’atmosfera parigina.





Affacciata proprio sulla piazza si trova la Casa di Victor Hugo, dove lo scrittore visse per circa sedici anni e scrisse parte delle sue opere più celebri. L’ingresso al museo permanente è gratuito e permette di visitare alcuni ambienti ricostruiti con mobili originali, manoscritti e oggetti personali dell’autore de I Miserabili e Notre-Dame de Paris. Se siete appassionati di letteratura, è una visita che merita assolutamente.
Lasciata Place des Vosges ci siamo inoltrati nel quartiere del Marais, uno dei nostri preferiti di tutta Parigi. Le sue stradine acciottolate sono un susseguirsi di boutique indipendenti, negozi vintage, gallerie d’arte, caffetterie e piccole pasticcerie. È un quartiere vivace ma allo stesso tempo ricco di storia, perfetto da esplorare senza una meta precisa, lasciandosi guidare dalla curiosità.





Proseguendo a piedi siamo arrivati a Place de la Bastille, oggi dominata dalla Colonna di Luglio. Della celebre fortezza simbolo della Rivoluzione Francese non rimane praticamente nulla, ma la piazza conserva un enorme valore storico per ciò che rappresenta.
Da qui abbiamo continuato fino al Port de l’Arsenal, un porto turistico sorprendentemente tranquillo, dove decine di barche sono ormeggiate lungo il canale. Passeggiare in questa zona regala una prospettiva completamente diversa rispetto alla Parigi monumentale.
Pochi minuti più tardi siamo arrivati in uno degli angoli più fotografati della città: Rue Crémieux. Questa breve strada pedonale è famosa per le sue casette color pastello, le persiane variopinte e l’atmosfera quasi da piccolo villaggio. Essendo una via residenziale è importante visitarla con discrezione e rispetto per chi vi abita, evitando rumori e fotografie troppo invasive.
Sempre a piedi abbiamo raggiunto il Jardin des Plantes, il principale giardino botanico di Francia. Tra aiuole curate, alberi secolari e ampi viali alberati rappresenta una piacevole pausa dal ritmo della città. Al suo interno si trovano anche il Museo di Storia Naturale e lo zoo più antico di Francia.






Successivamente abbiamo preso la metropolitana per raggiungere il Panthéon, uno degli edifici simbolo del Quartiere Latino. Nato come chiesa dedicata a Santa Genoveffa, oggi custodisce le tombe di alcune delle personalità più illustri della storia francese, tra cui Voltaire, Rousseau, Victor Hugo, Émile Zola, Marie Curie e Pierre Curie. Anche senza entrare, la sua imponente facciata merita una sosta.
A pochi minuti di distanza si trovano i magnifici Jardins du Luxembourg, uno dei parchi più amati sia dai parigini che dai turisti. Le eleganti aiuole, le statue e le caratteristiche sedie verdi invitano a rilassarsi dopo una lunga passeggiata. Al centro del parco si trova il grande bacino d’acqua dove, da oltre un secolo, i bambini si divertono a far navigare le tradizionali barchette a vela di legno spingendole con lunghi bastoni. Una scena semplice ma incredibilmente suggestiva, che contribuisce a rendere questo giardino uno dei luoghi più affascinanti della città.
Nel pomeriggio abbiamo raggiunto la maestosa Église Saint-Sulpice, seconda chiesa più grande di Parigi dopo Notre-Dame. Oltre alla sua splendida architettura barocca, è diventata famosa in tutto il mondo grazie al romanzo e al film Il Codice Da Vinci, che hanno contribuito ad alimentarne il fascino e i misteri.
La tappa successiva era una delle più attese: la celebre libreria Shakespeare and Company, vero paradiso per gli amanti dei libri. Aperta nel 1951, ha accolto nel corso degli anni scrittori, artisti e viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Purtroppo la fila per entrare era davvero lunghissima e abbiamo deciso di rinunciare alla visita, limitandoci ad ammirarne l’inconfondibile facciata.





Abbiamo quindi cambiato programma e preso la metropolitana fino al Centre Pompidou, uno degli edifici più iconici di Parigi. Il suo aspetto, con tubature, scale mobili e impianti tecnici completamente visibili all’esterno, continua ancora oggi a dividere l’opinione pubblica, ma al suo interno ospita una delle più importanti collezioni europee di arte moderna e contemporanea. La terrazza panoramica offre inoltre una splendida vista sui tetti della capitale.
Per concludere questa intensa giornata non potevamo che concederci uno dei grandi classici di Parigi: una crociera sulla Senna con i Bateaux Mouches. Navigare lentamente tra i monumenti illuminati della città, passando sotto i ponti storici e ammirando la Torre Eiffel, il Louvre, Notre-Dame e il Musée d’Orsay da una prospettiva completamente diversa, è stata senza dubbio una delle esperienze più romantiche del nostro weekend. Se visitate Parigi, vi consigliamo di scegliere una partenza al tramonto o dopo il calare del sole: la città illuminata ha davvero un fascino unico.




3 giorno
Il terzo giorno ci siamo svegliati molto presto, abbiamo fatto colazione al volo e siamo andati a prendere la RER per Disneyland.
Ebbene sì, a 30 anni suonati non potevamo certo perderci il magico parco divertimenti parigino. Tra attrazioni, spettacoli, personaggi Disney e l’atmosfera unica del parco abbiamo trascorso una giornata davvero speciale.
Se non ci siete mai stati oppure se volete tornarci, non perdetevi il nostro articolo Un giorno a Disneyland Paris: guida e consigli.



Giorno 4
Per l’ultima giornata a Parigi avevamo in programma alcune delle tappe che aspettavamo con maggiore curiosità. Anche questa volta ci siamo mossi tra metropolitana e lunghe passeggiate, approfittando delle ultime ore nella capitale francese.
La mattina è iniziata con la visita alla Sainte-Chapelle, per la quale avevamo prenotato l’ingresso in anticipo. Situata nel cuore dell’Île de la Cité, questa cappella gotica del XIII secolo fu costruita per custodire alcune delle più importanti reliquie della cristianità, tra cui la Corona di Spine di Cristo.




Anche in questo caso abbiamo utilizzato il Paris City Pass, prenotando però in anticipo la fascia oraria d’ingresso, un passaggio fondamentale perché l’accesso è contingentato. Vi consigliamo quindi di organizzare questa visita qualche giorno prima della partenza, soprattutto se viaggiate nei weekend o in alta stagione.
Appena entrati siamo rimasti senza parole. Se dall’esterno può sembrare una chiesa piuttosto semplice, è al piano superiore che rivela tutta la sua straordinaria bellezza: quindici immense vetrate istoriate raccontano oltre mille scene della Bibbia e, quando vengono illuminate dal sole, riempiono l’ambiente di colori spettacolari. È una delle visite che ci ha emozionato di più durante tutto il viaggio e che consigliamo di non perdere.
Terminata la visita abbiamo preso la metropolitana in direzione Pigalle, uno dei quartieri più vivaci e anticonvenzionali di Parigi. Qui si trova il celebre Moulin Rouge, il cabaret più famoso al mondo, riconoscibile dall’inconfondibile mulino rosso che domina la facciata. Anche senza assistere a uno spettacolo, fermarsi per una fotografia è quasi d’obbligo.





Da Pigalle abbiamo iniziato la salita a piedi verso Montmartre, probabilmente il quartiere più iconico e romantico della città. Le sue stradine acciottolate, gli edifici storici, gli atelier degli artisti e le piccole piazze conservano ancora oggi l’atmosfera della Parigi della Belle Époque, quando qui vivevano e lavoravano pittori come Picasso, Renoir e Modigliani.
Il punto culminante della passeggiata è naturalmente la Basilica del Sacro Cuore, che domina la città dalla cima della collina di Montmartre. L’ingresso alla basilica è gratuito e l’interno colpisce per la sua luminosità e per il grande mosaico del Cristo in Gloria. Ma uno dei motivi principali per salire fin qui è senza dubbio il panorama: dalla grande terrazza antistante si gode una delle viste più belle su Parigi.
Continuando a passeggiare tra le vie del quartiere abbiamo raggiunto il celebre Le Mur des Je t’aime, il “Muro dei Ti Amo”. L’opera raccoglie la frase “Ti amo” scritta in oltre 250 lingue e dialetti provenienti da tutto il mondo ed è diventata uno dei luoghi simbolo dell’amore a Parigi. È una tappa semplice ma davvero particolare, perfetta per una fotografia ricordo.
Dopo aver salutato Montmartre abbiamo ripreso la metropolitana per raggiungere uno degli edifici più eleganti della capitale: il Palais Garnier, meglio conosciuto come l’Opéra di Parigi. Anche osservandolo soltanto dall’esterno, la ricchezza della sua facciata e le decorazioni in stile Beaux-Arts lasciano davvero senza fiato.
A pochi passi si trovano le iconiche Galeries Lafayette Haussmann, molto più di un semplice grande magazzino. Oltre ai numerosi negozi distribuiti su diversi piani, meritano una visita per la spettacolare cupola in vetro colorato in stile Art Nouveau, una delle più belle della città. Se avete ancora un po’ di tempo, vi consigliamo di salire gratuitamente sulla terrazza panoramica dell’ultimo piano: da qui si gode una splendida vista sui tetti di Parigi, con l’Opéra, la Torre Eiffel e Montmartre che si stagliano all’orizzonte.




Così si è concluso il nostro lungo weekend nella Ville Lumière. Quattro giorni intensi, tra monumenti simbolo, quartieri ricchi di fascino, musei straordinari e angoli meno conosciuti che ci hanno fatto scoprire una Parigi capace di sorprendere ad ogni passo.
Parigi a Fede era già entrata nel cuore, ma detto sinceramente dopo questo weekend non può che occupare un posto molto importante nei ricordi di entrambi.
E’ una città di cui non ti stanchi mai, una città sempre ricca di cose da fare e vedere. Una città dove basta passeggiare, guardare all’insù e cominciare a sognare. Parigi è sempre un’ottima idea! Fidatevi!
Ioviaggiocosi.
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