In questo articolo continua il nostro racconto del viaggio di nozze fatto ad agosto 2023 in Canada.
Per chiunque stesse cercando terre incontaminate, natura ed esperienze uniche, lasciamo di seguito il nostro itinerario della seconda parte del nostro on the road in Canada.
Ci teniamo a precisare che per noi era la prima volta in Canada e di conseguenza abbiamo optato per un itinerario classico che toccasse i maggiori punti d’interesse.
In questa parte del viaggio abbiamo avuto la possibilità di goderci maggiormente la natura incontaminata canadese e la relativa fauna. Nella costa ovest del Canada abbiamo esplorato alcuni dei parchi nazionali come Banff National Park, Yoho National Park e Jasper National Park.
Per poter entrare nei parchi è necessario acquistare il pass, che viene venduto all’ingresso dei parchi o nei vari Visitor Centers.
ALBERTA
16 agosto: volo per Calgary e arrivo a Banff
Siamo atterrati a Calgary la mattina presto. Abbiamo ritirato l’auto e ci siamo subito messi in cammino per raggiungere Banff.
Arrivati a Banff nel primo pomeriggio, siamo andati al centro informazioni per reperire un po’ di materiale e chiedere alcuni consigli per le escursioni dei giorni seguenti.
Il Moraine Lake è un lago glaciale situato a 1184 metri di altitudine nella Valley of the Ten Peaks all’interno del Banff National Park.
Avevamo già prenotato online dall’Italia la navetta per raggiungere Moraine Lake, poichè non è possibile avvivarci con la propria auto. Sapendo che saremmo arrivati tardi avevamo organizzato il tutto e in questo modo siamo arrivati al lago prima del tramonto. Ottima idea dato che non vi erano turisti e siamo riusciti a goderci il lago con estrema tranquillità illuminato dalla golden hour.
In poco più di due ore siamo riusciti a fare un giro lungolago e raggiungere il punto panoramico “Rockpile trail”.
Abbiamo poi ripreso l’ultima navetta per rientrare a Banff.





Le navette è bene prenotarle con mesi in anticipo poichè la stagione estiva è ricca di turisti e rischiate di rimanere a piedi.
17 agosto: Banff
Sveglia prima dell’alba per raggiungere Lake Louise e vedere il sole sorgere al lago. Questo lago glaciale è situato all’interno del Banff National Park a 1540 metri di altitudine.
Consigliamo di raggiungerlo la mattina presto per evitare orde di turisti.
Noi appena sorto il sole siamo partiti per uno dei trail più famosi di circa 11,60 km.
La prima tappa è il Mirror Lake, un piccolo laghetto all’interno del bosco. Si prosegue un po’ in salita per raggiungere la seconda tappa l’Agnes Tea House. Si tratta di una casa del te dove poter fare una sosta e bere una tazza di te caldo fatto con l’acqua del ghiacciaio e degustarci insieme degli ottimi scones con marmellata. Ricordatevi i contanti, perché non accettano carte di credito e bancomat.
Dopo la sosta alla tea house si riprende il cammino in salita verso l’ultima tappa, il Big Beehive Lookout, ossia un belvedere con vista a 360 gradi. Pazzesco!
Scendendo si torna poi al Lake Louise.
Data la moltitudine di gente che abbiamo trovato alla fine del trail, abbiamo preferito spostarci allo Yoho National Park per pranzo.
Qui abbiamo percorso i 5 km ad anello per esplorare l’Emerald Lake, uno dei laghi più belli. La passeggiata è tutta pianeggiante e adatta a tutti e il lago si trova a 1301 metri di altitudine.
Prima di rientrare a Banff abbiamo fatto due ulteriori soste lungo la strada:
- Takakkaw Falls, che in Cree significa “Magnifico”. Alta 373 metri è la seconda cascata più alta del Canada;
- Natural Bridge, un ponte naturale creato direttamente da rocce.









18 e 19 agosto: Jasper
Da Banff siamo ripartiti nuovamente all’alba in direzione Jasper attraverso la Icefields Parkway, una delle strade panoramiche più belle al mondo.
E’ lunga circa 232 km e lungo la strada vi sono tantissimi luoghi dove fermarsi. Attenzione però alla benzina poichè non vi sono molti distributori perciò partite con il pieno!
Noi non avevamo molto tempo a disposizione e abbiamo fatto una nostra personale selezione per le tappe intermedie:
- Peyto Lake, un lago alimentato dal ghiacciaio che impressiona per il suo colore e per la sua forma incredibile ossia il profilo di un lupo;
- Athabaska Falls, cascate conosciute non tanto per l’altezza ma per la forza e la quantità dell’acqua che cade nel gorgo.
Volevamo fermarci anche sul ghiacciaio ma il tempo piovoso non ce lo ha permesso, peccato.
Nonostante le varie tappe siamo arrivati a Jasper per pranzo. Qui per la prima volta abbiamo avuto la fortuna di vedere un cucciolo di orso con la sua mamma mentre ci avvicinavamo ad esplorare Pyramid Lake. Abbiamo passeggiato intorno al lago fino a raggiungere l’isolotto al centro collegato con un ponte alla terraferma.
Ci siamo poi spostati nel lago adiacente, Patricia Lake.
Patricia Lake è conosciuto perché sul fondo giacciono i resti del progetto Habbakuk risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Si trattava di un piano per costruire una portaerei inaffondabile con un materiale composito a base di ghiaccio chiamato “Pykrete”. Immergendosi è tuttora possibile ammirarli.
Infine ci siamo fermati a visitare due laghi poco lontani dalla città di Jasper, Edith Lake e Lake Annette. Piccolini ma molto graziosi.






Il secondo giorno a Jasper siamo partiti all’alba per raggiungere il Maligne Lake, uno dei laghi più iconici e famoso per diversi motivi quali le sue acque azzurre, le cime circostanti, i tre ghiacciai visibili dal lago e Spirit Island (visitabile esclusivamente tramite escursione).
Qui abbiamo partecipato ad un tour in barca che ci ha portati a scoprire la mitica Spirit Island, luogo sacro per i nativi. Il tour dura circa un’ora e mezza. Al suo termine siamo tornati sulla via di ritorno dove ci siamo fermati ad ammirare Medicine Lake, noto anche come “the disappearing lake” in quanto durante la stagione invernale sparisce drenando l’acqua sottoterra.
Da Medicine Lake siamo arrivati al Maligne Canyon dove abbiamo percorso un interessante itinerario immerso tra cascate, sbocchi di ruscelli sotterranei, flora e fauna. Questo canyon misura oltre 50 metri di profondità.
Non contenti, abbiamo raggiunto la Valley of Five lakes, un sentiero di circa 4,5 km. Durante il trail si incontrano 5 laghi caratterizzati da colori incredibili.







BRITISH COLUMBIA
20 agosto: Kamloops
La mattina seguente siamo partiti in direzione Kamloops dove abbiamo scoperto esserci allerta incendi in British Columbia.
Non eravamo molto preparati a questo tipo di imprevisti e fortunatamente restavamo soltanto una notte.
Non potendo fare più di tanto ne abbiamo approfittato per raggiungere il Riverside Park dove vi era un grande festival estivo con spettacoli e bancarelle.
In seguito abbiamo passeggiato tra le vie alla ricerca dei colorati murales che tappezzano la città. Sono più di 30 ed esplorano diversi stili artistici.






21 agosto: Whistler
Viaggiando verso la tappa successiva, Whistler, abbiamo nuovamente incontrato un orso. Il Canada è una continua sorpresa.
Il nome “Whistler” deriva dal fischio delle marmotte (whistle) che ne popolano la zona. E’ una delle stazioni sciistiche più rinomate al mondo e ha ospitato anche diverse gare delle Olimpiadi e Paraolimpiadi del 2010.
Arrivati in città abbiamo fatto il check-in e subito abbiamo iniziato la nostra avventura nella zona delle due montagne gemelle che dominano il paesaggio: Whistler Mountain e Blackcomb Mountain.
Siamo partiti raggiungendo la Blackcomb Mountain dove ci hanno accolto tante marmotte sdraiate al sole.
Da lì siamo saliti a bordo della Peak 2 Peak Gondola, una delle attrazioni simbolo della zona.
I biglietti per la Peak 2 Peak Gondola si acquistano presso il Whistler Village Gondola Base o online sul sito ufficiale di Whistler Blackcomb. In estate, l’accesso è incluso in alcuni Summer Alpine Experience Pass.
Questa funivia è un capolavoro di ingegneria: collega le due cime con un percorso di oltre 4 chilometri sospeso fino a 436 metri di altezza dal suolo, ed è famosa per detenere il record mondiale per la campata più lunga (3.03 km) tra due torri di supporto. Il panorama durante la traversata era semplicemente spettacolare: si aprivano davanti a noi vallate verdi, foreste fitte, e all’orizzonte si scorgevano le cime innevate delle Coast Mountains.







Una volta arrivati su Whistler Mountain, abbiamo deciso di spingerci ancora un po’ più in alto per raggiungere il Cloudraker Skybridge, una delle esperienze più emozionanti della giornata. Si tratta di un ponte sospeso lungo circa 130 metri che collega il Top of the World Summit con la West Ridge. Camminare lì sopra, circondati solo da aria fresca e montagne a perdita d’occhio, ci ha regalato una sensazione di libertà assoluta. Alla fine del ponte si trova anche il Raven’s Eye, una piattaforma panoramica che si estende nel vuoto e regala una vista a 360 gradi sulla regione: davvero indimenticabile.
Dopo aver goduto appieno dell’altitudine e dei panorami, siamo tornati a valle e ci siamo diretti al Squamish Lil’wat Cultural Centre, un museo e centro culturale dedicato alle due Prime Nazioni originarie di quest’area: gli Squamish e i Lil’wat. Il centro ospita esposizioni di arte indigena, abiti tradizionali, oggetti rituali e racconti orali, ma purtroppo, al nostro arrivo, era chiuso al pubblico per un evento privato.
Abbiamo quindi deciso di concludere la giornata con una passeggiata rilassante nel Whistler Olympic Plaza, il cuore del Villaggio Olimpico costruito per i Giochi Invernali del 2010. È una zona pedonale accogliente, dove si respira ancora l’atmosfera dell’evento sportivo che ha messo Whistler sulla mappa del mondo. Tra le installazioni olimpiche, i giardini curati e le sculture in legno, ci siamo fermati a scattare qualche foto e a goderci gli ultimi raggi di sole prima di rientrare al nostro alloggio.
22 agosto: Victoria
Dopo aver lasciato Vancouver dalla terminal di Tsawwassen, ci imbarchiamo su uno dei traghetti BC Ferries diretti a Swartz Bay, sull’Isola di Vancouver. La traversata dura circa un’ora e mezza e regala già i primi scorci suggestivi: isole boscose che emergono dalla nebbia e il profumo salmastro del Pacifico che si mescola all’aria fresca del mattino. Una volta sbarcati, percorriamo la strada panoramica che ci conduce fino a Victoria, la capitale della British Columbia. Elegante e raccolta, con le sue aiuole perfette, l’architettura vittoriana e l’affaccio tranquillo sull’oceano, Victoria ci conquista subito con il suo fascino discreto.
Iniziamo la nostra visita da Chinatown, la più antica del Canada, un quartiere piccolo ma denso di atmosfera, dove i colori accesi delle insegne e le lanterne rosse si intrecciano ai profumi di spezie e incenso. Qui ci infiliamo in Fan Tan Alley, un vicolo strettissimo e affascinante, un tempo zona di gioco d’azzardo, oggi rifugio di piccole botteghe artigiane e negozi vintage. Proseguiamo verso Market Square, una piazza storica oggi riqualificata con caffè, negozi indipendenti e locali alternativi, ideale per una pausa o una birra artigianale. Passeggiamo poi lungo Inner Harbour, il cuore pulsante della città, dominato dall’imponente edificio del Parlamento e dall’elegante Fairmont Empress Hotel, un classico dell’ospitalità canadese. Tra una foto e l’altra ci spostiamo verso Thunderbird Park, dove una collezione straordinaria di totem scolpiti racconta la storia delle Prime Nazioni e il legame profondo tra arte, spiritualità e natura.






Ma il momento più emozionante della giornata arriva nel tardo pomeriggio, quando raggiungiamo il pittoresco Fisherman’s Wharf, un piccolo villaggio galleggiante di casette colorate su palafitte e food truck marini. Da qui parte la nostra escursione di whale watching al tramonto con Eagle Wing Tours e l’atmosfera è già da brividi: la luce dorata che si riflette sull’acqua, il silenzio carico di attesa, il fruscio delle onde sotto la prua. E poi, eccole. Prima le balene, eleganti e maestose, che emergono lentamente per poi scomparire di nuovo nel profondo blu. Ma la vera sorpresa arriva poco dopo: un gruppo di orche, agili, veloci, spettacolari, si avvicina alla costa. Rimaniamo senza parole mentre assistiamo a una scena potente e rara, una caccia vera e propria, con le orche che puntano una foca nei pressi del porto. Un momento crudo e straordinario, dove la natura si rivela in tutta la sua forza, proprio davanti ai nostri occhi. Torniamo al molo con l’adrenalina ancora addosso, grati per aver vissuto un frammento così autentico e selvaggio della vita dell’oceano.




23 e 24 agosto: Tofino
La mattina seguente ci mettiamo in marcia verso la selvaggia costa ovest dell’Isola di Vancouver, direzione Tofino.
Il piano era semplice: attraversare l’isola in giornata e arrivare per il tramonto sul Pacifico. Ma il viaggio ci riserva una sorpresa, una frana ha interessato un tratto cruciale della Highway 4, l’unica strada che collega l’interno dell’isola alla costa ovest, rendendola accessibile solo in precise finestre orarie. Lungi dallo scoraggiarci, trasformiamo questo contrattempo in un’opportunità per esplorare tappe meno conosciute ma ricche di fascino.
La prima sosta è a Duncan, soprannominata la Città dei Totem. Grazie al consiglio di Silvia (Lost in Food) ci muniamo della mappa e ci lanciamo in un mini “Totem Tour” a piedi, passeggiando tra decine di totem scolpiti, ciascuno con il suo significato e la sua storia, disseminati tra le vie del centro. Un vero museo a cielo aperto che celebra la cultura delle Prime Nazioni con rispetto e bellezza.
Dopo la passeggiata, riprendiamo la strada e ci fermiamo per una tappa imperdibile e surreale: l’Old Country Market di Coombs, famoso per una particolarità a dir poco bizzarra: le capre che brucano tranquillamente sull’erba del tetto.
Con ancora un po’ di tempo prima della riapertura del tratto stradale, decidiamo di prendercela con calma e godere del paesaggio. Facciamo una deviazione verso la costa orientale per una passeggiata tra sabbia e onde a Qualicum Beach, una spiaggia tranquilla dove il tempo sembra dilatarsi, e poco più a nord al Rathrevor Beach Provincial Parks.
Finalmente, dopo aver superato il tratto problematico della Highway 4 durante la finestra consentita, iniziamo la discesa verso Tofino, tra curve strette, montagne che si tuffano nel verde e foreste pluviali a perdita d’occhio. Arriviamo nel tardo pomeriggio, un po’ provati dal viaggio ma subito ripagati dallo spettacolo che ci accoglie. Ci dirigiamo senza esitazioni verso la McKenzie Beach, una lunga distesa di sabbia dorata incorniciata da scogli e pini, dove il sole inizia a scivolare lento sull’oceano. Ci togliamo le scarpe, respiriamo a pieni polmoni quell’aria salmastra e selvaggia e capiamo, in un attimo, che ogni deviazione, ogni attesa, ogni curva è valsa la pena. Tofino ci accoglie così, con semplicità e bellezza cruda, come solo il Pacifico sa fare.






Il giorno seguente ci svegliamo presto, eccitati all’idea di un’altra escursione che promette emozioni forti: una mattinata di bear watching nelle acque incontaminate di Clayoquot Sound, una vasta riserva della biosfera UNESCO dove foresta pluviale e oceano si incontrano in un abbraccio primordiale. Saliamo a bordo di un gommone semirigido della compagnia Remote Passages, esperti della zona e davvero attenti al rispetto della fauna selvatica. Dopo pochi minuti di navigazione, il silenzio della baia viene rotto da un gruppo di delfini, accompagnati poco dopo da alcuni leoni marini che sbucano dalle rocce con fare curioso. Ma il momento clou arriva quando scorgiamo un orso nero. Sta rovistando tra le rocce alla ricerca di granchi, completamente ignaro della nostra presenza. Il motore spento, il gommone ondeggia dolcemente mentre ci avviciniamo in silenzio. Lo osserviamo a pochissimi metri di distanza, e il tempo si ferma: vedere un orso nel suo ambiente naturale, da così vicino e in totale sicurezza, è qualcosa che lascia il segno.
Dopo questa esperienza incredibile, il pomeriggio lo dedichiamo alla più iconica delle spiagge di Tofino: la Long Beach, un’immensa distesa sabbiosa che sembra non finire mai, dove il vento disegna arabeschi sulla sabbia e i surfisti si inseguono tra le onde con costanza quasi zen. Camminiamo e poi ci sediamo ad ascoltare il mare. Ogni dettaglio qui ha un che di selvaggio e poetico. La giornata si conclude nel migliore dei modi, sulla terrazza della nostra stanza con vista mare, dove ci concediamo una cena da asporto targata Tacofino, un food truck locale ormai leggendario, famoso per i suoi tacos fusion dai sapori esplosivi. Tra una forchettata e un tramonto infuocato sull’oceano, brindiamo con due birre artigianali e pensiamo che Tofino è uno di quei luoghi che non si raccontano: si vivono, si respirano, e ti restano dentro.







25 e 26 agosto: Vancouver
Dopo due giorni immersi nella natura selvaggia di Tofino, torniamo lentamente verso la civiltà. Questa volta salpiamo da Nanaimo, dove ci imbarchiamo su un traghetto diretto a Vancouver. L’arrivo in città è un vero cambio di scena: grattacieli di vetro che si riflettono nell’oceano, quartieri vivaci e quella vibrante energia da metropoli costiera che ti fa sentire subito nel cuore del Pacifico urbano. Il primo giro esplorativo ci porta dritti verso il Vancouver Lookout, da cui ammiriamo un panorama a 360° che abbraccia downtown, le montagne e il mare. Poi ci spostiamo verso Gastown, il quartiere più antico della città, con i suoi lampioni a gas, le strade acciottolate e l’immancabile orologio a vapore che sbuffa a intervalli regolari tra una folla incuriosita. Per cena, decidiamo di provare qualcosa di davvero locale e insolito: il Japadog, hot dog giapponese-canadese che è diventato un’istituzione a Vancouver. Il nostro è condito con alghe nori, maionese wasabi e salsa teriyaki: decisamente fuori dagli schemi, ma sorprendentemente delizioso.






Il giorno seguente lo dedichiamo interamente alla scoperta di Stanley Park, il polmone verde della città. Affittiamo due biciclette sul Waterfront e cominciamo il giro del parco lungo la Seawall, una ciclabile che costeggia l’oceano per oltre 9 chilometri. Pedalare qui è un’esperienza unica: a sinistra l’oceano, a destra la foresta, davanti scorci sempre nuovi. Ci fermiamo a ogni angolo per non perderci nulla:
- dal celebre Totem Park, con le sue sculture indigene coloratissime,
- al cannone delle Nine O’Clock Gun,
- passando per il Brock Point Lighthouse,
- Empress of Japan Figurehead,
- raggiungiamo la Third Beach,
- ci addentriamo nella parte più selvaggia del parco, tra gli specchi d’acqua del Lost Lagoon e del Beaver Lake,
- ultima tappa il tronco cavo e monumentale dell’Hollow Tree.
- fino all’iconico belvedere di Prospect Point,
Dopo ore di meraviglia e pedalate, riconsegnamo le bici con le gambe un po’ stanche ma il cuore pieno.
Il giro completo del parco lungo la Seawall è di circa 9 km ed è completamente ciclabile. Ci sono numerosi noleggi bici lungo il Waterfront. Portate con voi acqua, uno snack e una giacca a vento leggera: anche in estate il clima può cambiare rapidamente.







Per il pomeriggio, decidiamo di cambiare prospettiva e saltiamo a bordo di un Aquabus, uno di quei piccoli traghetti colorati con direzione Granville Island. Qui il tempo sembra scorrere più lento tra gallerie d’arte, negozietti creativi e l’immancabile Island Public Market, un tripudio di odori e sapori tra bancarelle di frutta, salmone affumicato, dolci e street food. Prima di concludere la giornata, ci concediamo un pranzo tardo ma speciale da Salmon n’Bannock, l’unico ristorante indigeno di Vancouver, che celebra la cucina delle Prime Nazioni. Assaporiamo salmone selvaggio, pane bannock caldo e piatti tradizionali rivisitati con gusto e rispetto: un’esperienza autentica, culturale e gastronomica, che chiude in modo perfetto il nostro soggiorno in questa città così moderna eppure profondamente connessa alle sue radici.
Il servizio di Aquabus è perfetto per spostarsi tra False Creek, Granville Island e i vari moli della zona. Non serve prenotare, basta recarsi al molo e salire a bordo (passaggi ogni 10-15 minuti). I biglietti sono economici e possono essere acquistati direttamente a bordo, anche per tratte multiple.




27 agosto: volo di rientro per l’Italia
La mattina dell’ultimo giorno abbiamo raggiunto l’aeroporto e da lì abbiamo preso due voli per poter finalmente riabbracciare la nostra famiglia e la nostra piccola Holy.
Ogni tappa di questo viaggio ci ha lasciato qualcosa: la meraviglia di trovarsi a pochi metri da un gruppo di orche in caccia al tramonto; la pace di una pedalata lungo la Seawall, tra mare e cielo che si confondono; la gratitudine per aver potuto ascoltare storie indigene attraverso il cibo, le sculture, i paesaggi. E poi c’è l’immagine che più ci portiamo dentro: il Pacifico che si stende davanti a noi, immenso e quieto, mentre un tramonto infuocato disegna la fine perfetta di un giorno e, forse, anche del viaggio.
Ma in fondo, ogni viaggio finisce solo per poter essere ricordato, raccontato, rivissuto. E noi, questo Canada, ce lo porteremo dentro per sempre con la certezza che, prima o poi, torneremo.
Speriamo davvero che questi nostri articoli possano esservi utili per iniziare la pianificazione di un itinerario on the road in Canada.
Per qualsiasi ulteriore domanda, non esitate a contattarci!
Ioviaggiocosi.
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