Visita a Palazzo Mandelli, Piacenza

Lo scorso sabato abbiamo partecipato ad una visita guidata di Palazzo Mandelli a Piacenza.

Questa visita faceva parte dell’iniziativa “A casa di Maria Luigia“, una serie di aperture straordinarie del palazzo.

Palazzo Mandelli fu tra le residenze di Maria Luigia d’Austria ad inizio Ottocento ed è un autentico scrigno che racchiude tesori autentici che abbiamo avuto l’onore di ammirare.

Attualmente è sede della filiale piacentina della Banca d’Italia, che ha organizzato le visite curate dallo storico dell’arte Alessandro Malinverni, conservatore del Museo Gazzola di Piacenza.

Il Palazzo

Palazzo Mandelli fu la residenza ufficiale di Maria Luigia dal 1816.
Non potendo occupare né Palazzo Madama né Palazzo Farnese, ormai inutilizzabili, la duchessa fu ospite del marchese Bernardino Mandelli, l’uomo più ricco della città, attivissimo nella beneficenza agli infermi e nel sostegno agli artisti. Questi fu definito da Pietro Giordani “l’unico Signore che in Piacenza unisca a grande nobiltà e ricchezza un animo veramente signorile, un ingegno elevato e coltissimo, innamorato d’ogni cosa bella, e appassionato ad ogni genere di beneficenza”.
Maria Luigia fu residente a Palazzo Mandelli fino al 1827, anno in cui Bernardino morì. Da quel momento cominciò una dura lotta tra gli eredi che proseguì per sessant’anni. E’ per questo motivo nel 1828 Maria Luigia risultò essere una vera e propria affittuaria del palazzo. In realtà però lo fu per poco. Infatti ben presto si rese conto che siccome il palazzo faceva parte del suo ducato, non era tenuta a pagarne l’affitto.

La visita

La visita è durata poco più di un’ora ed è stata davvero molto interessante. Abbiamo visitato diverse sale del palazzo, tutte precedute da una sapiente spiegazione da parte dello storico dell’arte.

facciata

La facciata del palazzo è lunga 75 metri ed è per questo molto imponente. Pensate che è più lunga di quella del Palazzo Ducale di Parma.
La decorazione è molto interessante, in quanto riprende la tipologia utilizzata da Antonio da Sangallo. Inoltre è ben visibile come le decorazioni a stucco sono più ricche sul piano nobile rispetto agli altri piani del palazzo.
Sull’ingresso vi si trova ancora lo stemma della famiglia Mandelli.

vestibolo

Siamo partiti dal vestibolo, che assieme allo scalone adiacente, risale alla fine del 700. E’ caratterizzato da diverse colonne, tutte della stessa altezza e con capitelli ottagonali. I colori che vedete non sono però gli originali del tempo, ma più recenti.

salone delle feste

Questo salone non si presenta più come era un tempo. Già con l’arrivo della prefettura, cambiò molto e di conseguenza anche con l’arrivo della Banca d’Italia.
Un tempo qui vi si trovava il trono di Maria Luigia. La particolarità di questa sala era dovuta anche al fatto che si affacciava sul giardino privato dove Maria Luigia andava per rimanere indisturbata. Ad oggi questo non sarebbe più possibile, poiché il giardino è stato dotato di una cancellata (risalente all’800), che avrebbe permesso ai sudditi di vedere la duchessa.

galleria

La galleria del palazzo si trova nel centro dell’edificio. Questo è un caso strano, poiché questa scelta dell’architetto è stata dettata dal fatto che non era possibile posizionare qui il salone delle feste, dato che il palazzo è frutto dell’unione di diversi edifici.
La galleria, oggi occupata dagli uffici della banca, presentava sei finestre, di cui una aveva il balcone, che si affacciava direttamente sulla cappella di fronte al palazzo. Da qui Maria Luigia poteva assistere alla messa senza doversi unire ai suoi sudditi.

stanza ufficio direttore

Nell’attuale stanza dell’ufficio del direttore della banca, vi si trovano notevoli vedute sul soffitto. Queste vedute rappresentano paesaggi romantici.
In questa stanza è possibile vedere il colore originario delle porte. Oggi sono verdi e oro, mentre un tempo furono beige.

Studio

Questa era la stanza dove la duchessa veniva a scrivere. Da qui poteva godere di una vista di Via San Marco e dell’albergo San Marco. Quest’ultimo era molto frequentato dal momento che quando Maria Luigia si trasferiva a Palazzo Mandelli la corte veniva ospitata nell’albergo. Diversamente quando la duchessa ospitava a Piacenza ospiti illustri, quest’ultimi alloggiavano a Palazzo Galli.

Non abbiamo avuto il piacere di visitare la camera da letto, poiché era situata dietro lo studio, ma a causa delle modifiche apportate all’edificio, non è più visibile.

Alla fine della visita ci hanno lasciato in omaggio una bricchetta che contiene biglietti da 50 euro triturati. Questo a ricordare il ruolo della filiale. Infatti la banca si occupa del ritiro dalla circolazione di biglietti non più idonei.

Noi abbiamo apprezzato molto la giornata e di sicuro se queste aperture dovessero essere riproposte, vi consigliamo assolutamente di approfittarne. Il palazzo merita davvero!

Ioviaggiocosi.
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