Nel nostro articolo “Itinerario ed escursioni di una settimana in Cadore” vi abbiamo raccontato che di ritorno dalla nostra vacanza, ci siamo fermati a visitare la Diga del Vajont.

Premettiamo che fare questo tipo di visita non è nulla di divertente, ma si tratta di un’esperienza molto toccante e allo stesso tempo formativa.

Prima di visitare la vera e propria diga abbiamo preferito fare due soste “fondamentali” se si vuole avere un’idea completa del disastro del 1963:

  • il paese di Longarone;
  • i paesi di Erto e Casso.

Il disastro

La diga fu progettata alla fine degli anni ’20 con l’obiettivo di produrre energia idroelettrica. Il progetto prevedeva di creare un bacino dove raccogliere l’acqua proveniente dagli impianti e dalle centrali idroelettriche costruiti a in Cadore lungo il percorso del Piave.

I lavori sul Vajont terminarono nel 1960. La diga aveva una struttura a doppio arco, 261 metri di altezza che la rendevano la più grande al mondo del suo genere. Il problema della diga non era a livello strutturale, bensì interessava i versanti del bacino. Infatti il monte Toc non era una roccia comprata, ma anzi presentava già dei movimenti che creavano crepe.
Nonostante ciò i progettisti della diga continuano con i collaudi fino a quando poco prima del disastro inizia a intravedersi il profilo a forma di M della frana.

E’ così che la sera del 9 ottobre 1963 alle 22.39, il Monte Toc frana e precipita nel bacino della diga sollevando un’onda di 50 milioni di metri cubi, che si divide in due direzioni:

  • una parte sfiora Casso ed Erto;
  • l’altra supera la diga, si infila nella gola del Vajont e precipita nella valle devastando il paese di Longarone.

Le vittime del disastro del Vajont furono circa 1910, molte delle quali non furono nemmeno mai ritrovate.

Longarone

La mattina, prima di arrivare alla diga, abbiamo visitato il paese di Longarone, che fu letteralmente spazzato via da un’ondata di fango, terra e acqua causata dalla frana staccatasi dal monte Toc.

Primissima tappa, la chiesa del paese che fu progettata da Giovanni Michelucci. Quest’ultimo fu incaricato del progetto nell’ottobre 1966, ma solo nel 1975 con il consenso definitivo del vescovo di Belluno e Feltre fu possibile dar inizio ai lavori. La chiesa fu poi consacrata nell’ottobre del 1983.

L’intera struttura si sviluppa secondo una spirale ellittica a ricordare l’onda che travolse Longarone e i pesi limitrofi. All’interno sono conservati alcuni resti dell’antica chiesa andata completamente distrutta a causa del disastro del Vajont.

Erto e Casso

Dopo aver visitato Longarone, ci siamo diretti ad Erto e Casso.

Abbiamo pranzato in un’osteria tipica, il cui proprietario ci ha raccontato aneddoti riguardanti il disastro del Vajont che riguardavano direttamente i suoi nonni.

Passeggiando tra le vie del paese è ancora possibile vedere fondamenta e resti di case distrutte dall’ondata.
E’ davvero molto toccante..

La diga

Prima ancora di partecipare alla visita guidata è possibile vederla in un modo non ufficiale attraverso le aperture che si aprono nella roccia dentro le gallerie che portano alla diga. Da queste aperture si può osservare la diga in tutta la sua altezza e intravedere anche il torrente Vajont.

La visita parte da una delle sponde della diga, dove la guida vi racconta la storia della diga e di ciò che successe il 9 ottobre 1963. Si prosegue poi a piedi lungo il camminamento sul coronamento per poi arrivare sull’altro versante.

Noi abbiamo avuto come guida un ragazzo i cui nonni e parenti hanno vissuto i momenti del disastro, seppur fossero ancora piccoli. Grazie a lui abbiamo potuto conoscere anche aneddoti di persone che sono sopravvissute a questa tragedia.

Informazioni e biglietti

Per poter partecipare ad una delle visite guidate al coronamento della diga del Vajont, vi basterà acquistare il biglietto online su Vivaticket al seguente link:
https://www.vivaticket.com/it/biglietto/visita-breve-al-coronamento-diga-del-vajont/155362

Dal 1 maggio 2021 è attivo il servizio di visita guidata dalle 10 alle 17, dove ogni mezz’ora parte una visita di circa 50 minuti che comprende il passaggio sul coronamento della diga e la spiegazione da parte di un informatore della memoria.
Il costo è di 7 euro a persona per gli adulti (bambini sotto i 6 anni gratuito).
I giorni di visita variano in base alla stagione e sono poi sospesi nel periodo invernale. Vi consigliamo pertanto di informarvi tramite i seguenti contatti del Parco Naturale Dolomiti Friulane:

Tel. 0427.87333
WhatsApp 331.6481395 
info@parcodolomitifriulane.it

Per chi come noi viaggia con il cane, vi confermiamo che è possibile portarlo con voi. L’unica cosa è, che nel caso non possiate tenerlo in braccio, deve essere abituato a camminare sulle grate.

Ioviaggiocosi.
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