Viaggiare in Cina è stata un’esperienza multisensoriale, ma è a tavola che il Paese ci ha mostrato tutta la sua anima. Dimenticate il riso alla cantonese da asporto e preparatevi a una scoperta autentica: ogni regione ha una cucina propria, con piatti che raccontano la storia, la cultura e il carattere della gente del posto.
In questo articolo vi portiamo alla scoperta dei sapori tipici di Pechino, Chengdu e Xi’an, le tre tappe del nostro viaggio in Cina che vi faranno letteralmente venire l’acquolina in bocca.
Pechino: tra impero e anatra croccante
Capitale millenaria, elegante e monumentale, Pechino ha una cucina che riflette la sua storia imperiale. I piatti sono ricchi, elaborati, spesso pensati per impressionare: il gusto qui è equilibrio, l’arte sta nella presentazione.
1. Anatra alla pechinese (北京烤鸭 – Běijīng kǎoyā)
Il simbolo gastronomico della città. La pelle viene arrostita fino a diventare dorata e croccantissima, mentre la carne resta succosa e tenera. Servita con sottili frittelle, cipollotti e salsa dolce di fagioli fermentati, è una vera cerimonia. Da provare almeno una volta.
Noi siamo stati nel ristorante 1949 – Duck de Chine, consigliato anche nella guida Michelin e dove l’esperienza è raffinata ma non turistica.



2. Jiaozi (饺子)
Anche se diffusi in tutta la Cina, a Pechino i ravioli sono una tradizione familiare, legata alle feste. Ripieni di carne o verdure, si possono mangiare bolliti, al vapore o alla piastra. Ottimi nei piccoli ristoranti degli hutong.




3. Zhajiangmian (炸酱面)
Tagliatelle spesse di grano, condite con salsa di soia fermentata e carne tritata. Vengono servite con cetrioli, porri e germogli: semplici ma gustosissime.
Curiosità
Ci avevano detto che a Pechino è comune trovare cibi strani nei mercati notturni: cavallette, stelle marine e scorpioni fritti. Noi non ne abbiamo mai visti e secondo noi si tratta di veri e propri mercati perlopiù pensati per i turisti. Abbiamo mangiato nei mercati lo street food ma si trattava sempre di pietanze più tradizionali e raffinate.
Chengdu: la capitale del piccante
Benvenuti a Chengdu, cuore della provincia del Sichuan e regno incontrastato del malà: il mix di piccante (辣 là) e anestetico (麻 má) tipico del pepe del Sichuan. Qui il cibo è un’esperienza intensa, passionale e un piccante.
1. Hot pot (火锅 – huǒguō)
Il piatto sociale per eccellenza. Si sceglie un brodo (spesso piccante) e si cuociono carne, tofu, verdure e noodles direttamente a tavola. A Chengdu l’hot pot è una cosa seria: la base è rossa, densa di peperoncini e grani di pepe del Sichuan.
Noi l’abbiamo provata in un ristorantino del quartiere dove soggiornavamo e la proprietaria del locale ci ha letterlmente guidati alla scoperta di questo piatto tradizionale. Ci ha spiegato come fare e quali passi seguire per goderne appieno.
2. Mapo tofu (麻婆豆腐)
Un piatto iconico: tofu tenero immerso in una salsa speziata e piccante, con carne tritata e olio al peperoncino. È cremoso, scivoloso e sorprendentemente gustoso.
3. Gongbao jiding (宫保鸡丁)
Il pollo Kung Pao, uno dei piatti cinesi più imitati al mondo. Ma qui, nella sua terra d’origine, è un’armonia perfetta tra dolce, piccante e croccante, con arachidi tostate e salsa agrodolce.
4. Dan dan mian (担担面)
Tagliolini serviti in una ciotola con carne tritata, salsa al sesamo, peperoncino e aceto. Il gusto è complesso, il formato piccolo: uno tira l’altro.


Curiosità
A Chengdu si mangia lentamente, chiacchierando e sorseggiando tè tra una portata e l’altra. La cucina è parte del lifestyle, così come il mahjong nei cortili. E il piccante, credeteci, crea dipendenza.
Xi’an: sapori della Via della Seta
Se Pechino era la capitale dell’impero e Chengdu quella del gusto, Xi’an è la città delle origini: qui iniziava la Via della Seta, e la cucina riflette secoli di scambi tra l’Oriente e l’Islam. I piatti sono robusti, speziati, profumati di cumino e coriandolo.
1. Roujiamo (肉夹馍)
Chiamato anche “hamburger cinese”: pane piatto e croccante farcito con carne stufata e sfilacciata, di solito di maiale, ma nella versione halal anche di manzo o agnello. Saporito e perfetto come street food.
2. Liangpi (凉皮)
Tagliatelle fredde di riso o grano, condite con aceto, aglio, cetrioli, peperoncino e a volte glutine di grano. Rinfrescanti, speziate e dal sapore sorprendentemente intenso.
3. Yangrou paomo (羊肉泡馍)
Un piatto rituale: pane piatto spezzettato a mano dai clienti stessi, poi cotto in un brodo d’agnello profumato con spezie e aglio. Rassicurante, rustico e profondamente tradizionale.
4. Spiedini di agnello (羊肉串 – yángròu chuàn)
Eredità delle minoranze musulmane della città, sono marinati con spezie calde e arrostiti alla brace. Si trovano ovunque nel quartiere musulmano, dove il profumo del cumino domina l’aria.
5. Biángbiáng miàn (油泼扯面 – biangbiang noodles)
Le celebri tagliatelle extra-large tipiche di Xi’an. Il loro nome deriva dal suono “biang biang” che si fa battendo l’impasto sul tavolo per allungarlo. Si servono condite con peperoncino, aglio, aceto e salsa di soia, spesso arricchite da carne e verdure. Sono un piatto rustico, saporito e molto scenografico da vedere preparare.



Curiosità
A Xi’an il cibo è identità culturale. Le influenze islamiche sono fortissime e la cucina è uno dei ponti più vivi tra est e ovest. Il quartiere mussulmano è un paradiso gastronomico dove ogni bancarella racconta una storia. A noi è piaciuto moltissimo.
Esperienze gastronomiche da non perdere
Viaggiare in Cina significa conoscere anche le tradizioni culinarie e per questo ci sentiamo di consigliarvi alcune esperienze da fare assolutamente.
Pechino – cerimonia del tè
Oltre alla celebre anatra alla pechinese, regina delle tavole imperiali, e ai gustosi zhajiangmian, Pechino custodisce anche un’antica tradizione legata al tè, profondamente spirituale e meditativa.
Nel quartiere di Maliandao, conosciuto come il “mercato del tè di Pechino”, potrete vivere una vera cerimonia del tè cinese. All’interno dei negozi tradizionali, il tè non si compra: si assaggia e si ascolta. Il rituale è lento, elegante, quasi ipnotico: le tazze piccole, i gesti precisi, il profumo che si sprigiona dal primo lavaggio delle foglie…
Noi vi consigliamo di entrare senza fretta in uno dei tanti salotti al secondo piano, lasciarvi guidare e scoprire i segreti del tè oolong, del pu’er o del delicatissimo bianco di Yunnan. È un modo bellissimo per capire quanto la cultura cinese sia legata all’armonia e al tempo.




Gōngfū Chá (工夫茶)
La cerimonia del tè cinese, conosciuta come Gōngfū Chá (工夫茶), è molto più di un semplice è una vera e proria arte raffinata e profonda, fatta di gesti lenti, oggetti eleganti e rispetto per il tempo, il silenzio e la natura. Una cerimonia che parla della cultura cinese tanto quanto la calligrafia o la poesia.
“Gōngfū” significa “abilità”, “maestria”, mentre “chá” è semplicemente “tè”.
Quindi Gōngfū Chá è l’arte di preparare il tè con perizia, concentrazione e armonia. È una cerimonia che nasce nelle province meridionali della Cina e ha più di 1000 anni di storia.
Non è rigida come la cerimonia giapponese, ma ha comunque una sua etichetta precisa. Ogni passaggio serve a esaltare l’aroma, il sapore e il profumo del tè.
In ogni cerimonia del del tè che si rispetti saranno necessari: il set da tè in porcellana o terracotta, spesso composto da una piccola teiera (a volte in Yixing), tazzine minute (senza manico), una brocca di servizio, un vassoio in bambù o ceramica con una griglia drenante per l’acqua, il termometro, la caraffa dell’acqua calda, gli strumenti di legno o bambù come pinzette, mestolini e cucchiai, il contenitore del tè, da cui viene mostrata la foglia prima dell’infusione.
Le fasi della cerimonia sono le seguenti:
- Risvegliare il tè – Le foglie vengono mostrate agli ospiti, annusate e versate nella teiera scaldata con acqua bollente, solo per qualche secondo. Questa prima infusione viene poi scartata: serve a “svegliare” le foglie, rimuovere polveri residue e ammorbidirle.
- Prima vera infusione – Si versa nuovamente acqua calda (a temperatura diversa secondo il tipo di tè: più bassa per i tè verdi, più alta per i tè oolong o neri), e si lascia in infusione per pochi secondi.
- Versare e servire – Il tè viene versato nella brocca di servizio e poi nelle tazzine. L’ordine non è casuale: viene versato a rotazione per garantire che tutti ricevano lo stesso sapore. Le tazzine sono minuscole, perché si sorseggia poco tè alla volta, ma più volte.
- Più infusioni, più sapore – Le stesse foglie possono essere riutilizzate anche 5-7 volte. Ad ogni infusione il sapore cambia, evolve, si fa più rotondo o più sottile. Pensate che in certi casi si arriva a dieci infusioni con la stessa manciata di foglie.
Chengdu – hot pot
A Chengdu, si mangia per socializzare. Non è raro vedere intere famiglie o gruppi di amici riuniti attorno a una pentola rovente, pronti a condividere storie e bocconi.
Provare l’hot pot in uno dei ristoranti tradizionali di Chengdu è un’esperienza imperdibile, ma alcuni posti rendono il tutto ancora più memorabile.
In estate, è abitudine mangiare hot pot all’aperto sudando copiosamente sotto i 35°C. Pensate che per i locals è terapeutico: “più sudi, meglio stai”!





Xi’An – tour notturno nel Muslim Quarter
Il Muslim Quarter di Xi’an non è solo un quartiere: è un mondo a parte. Di sera si anima con lanterne rosse, grida dei venditori e profumi di spezie.
Tra le tappe imperdibili:
Gli spiedini di agnello speziati al cumino, cotti sul carbone. I dolci di riso glutinoso, spesso con ripieno di fagioli rossi o sesamo. I calzoni fritti ripieni di manzo o verdure (simili a samosa). I famosi liangpi, freschi e pungenti, perfetti anche per i palati meno avvezzi al piccante. È un mix profumato di oriente e occidente, che vi riempirà gli occhi prima ancora dello stomaco.




In Cina, ogni città è un universo gastronomico. Pechino vi affascinerà con la sua eleganza imperiale, Chengdu vi travolgerà con la sua passione per il piccante, Xi’an vi sorprenderà con i suoi sapori antichi e speziati. Assaggiarli tutti è come attraversare secoli di storia con le bacchette in mano.
Buon appetito, o meglio, mànmàn chī (慢慢吃), “mangia con calma”!
Ioviaggiocosi.
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