Dachau.. per non dimenticare

Oggi, 27 gennaio, si celebra la “Giornata della memoria”.

In questa occasione vengono organizzati ogni anno incontri, iniziative e cerimonie in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico.

È in questo giorno che nel 1945 vennero finalmente abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.

Personalmente ho visitato un solo campo di concentramento, quello di Dachau. È stata un’esperienza difficile da spiegare. Le emozioni provate durante la visita sono indescrivibili. Inoltre essendoci stata in inverno con la neve è stato tutto estremamente toccante. Si percepiva nell’aria un senso di desolazione. È stato molto impressionante pensare che lì persone hanno patito un vero e proprio inferno. Quando ti trovi in questi posti ti affacci alla cruda realtà e non puoi che provare dolore.

Dachau fu il primo campo di concentramento nazista e fu aperto il 22 marzo 1933. 

Servì come modello per tutti i campi di concentramento, di lavoro forzato e di sterminio nazisti eretti successivamente.

Secondo quanto scritto nel museo a Dachau arrivarono negli anni 200.000 persone e circa 41.500 vi persero la vita.

All’ingresso del campo dopo un arco con un cancello si trovava un altro cancello più piccolo riportante la scritta “Arbeit macht frei“(che significa “Il lavoro rende liberi”).


Insieme a quello di Auschwitz è stato simbolo dei lager nazisti. Inoltre fu l’unico ad esistere per tutti i 12 anni del
regime nazista.

Nel 1944 venne inaugurato il grande crematorio in muratura di Dachau, con quattro forni e una camera a gas.

Solo il 29 aprile 1945 il campo venne liberato dall’esercito americano. 

Nel 1955 vennero iniziati i lavori per il Memorial di Dachau, che venne poi inaugurato nel maggio 1965. Dachau divenne così un Museo internazionale (KZ-Gedenkstätte Dachau).

Ad oggi di molte baracche che costituivano il campo sono rimaste le indicazioni delle fondamenta in cemento. Il Memorial è stato poi ricostruito nel 2003 ed integrato con diversi documenti e reperti forniti da ex-internati. Nel Memorial ci sono anche quattro cappelle in rappresentanza delle varie religioni.

  • Memorial ebraico
  • Chiesa protestante
  • Cappella cattolica
  • Cappella russo-ortodossa

 

Nonostante sia una “visita” toccante, consiglio di andare a vedere questi campi di concentramento proprio per riflettere e rendersi conto di quello che è stato fatto dal regime nazista.
Ioviaggiocosi.

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